Con '
di Vladimiro Polchi
del
sito
ROMA - L´Italia è fatta di
italiani. Non solo. È una Repubblica multietnica. Per questo, domenica
prossima, 15 gennaio, nasce "Metropoli": settimanale a colori
dedicato agli stranieri che vivono nel nostro paese. Centoquarantamila nel
1970, un milione nel 1997, tre milioni nel 2006. I nuovi italiani sono uomini e
donne provenienti dall´Africa, Asia, Sud America ed Est Europa. Motore della
nostra vita economica (190 mila imprenditori, un milione di correntisti
bancari), culturale (400 mila studenti) e sociale (490 mila colf e badanti).
"Metropoli"
uscirà tutte le domeniche a richiesta con Repubblica, a solo 10 centesimi in
più rispetto al prezzo del quotidiano (ma il primo numero è gratis). Più di un
inserto. Un vero giornale di 24 pagine, suddiviso in tre settori: attualità,
società e costume, servizio ("Vivere in Italia" su casa, lavoro,
leggi, scuola, salute). A un pool di esperti , tra i quali il presidente
dell’Amsi Dott. Foad Aodi sezione Salute, è affidato ogni settimana il
compito più arduo: accompagnare i lettori per i tortuosi sentieri della
burocrazia italiana (dubbi e domande vanno indirizzate alla e-mail:
vivereinitaliametropoli.repubblica.it). Una pagina è dedicata alle offerte e
alle richieste di lavoro (www.offroecerco.it). Un´altra a matrimoni, battesimi,
compleanni, auguri.
Nel numero uno,
"Metropoli" avvia una prima campagna di sensibilizzazione: riformare
i requisiti d´accesso alla cittadinanza. Innanzitutto, riconoscere il
passaporto italiano a chi nasce sul territorio nazionale, anche se da genitori
stranieri. Non solo. Coppie miste, problema degli alloggi, decreto flussi sono
al centro di altrettanti approfondimenti. E ancora. C´è spazio per lo sport, lo
spettacolo e la cultura dei migranti. Un intero paginone è dedicato agli
albanesi residenti in Italia (la prima di una serie di "fotografie" scattate
alle comunità straniere più numerose). Ampio spazio è poi riservato alle
lettere e al filo diretto con i lettori (e-mail:
letteremetropoli.repubblica.it)
La forza di
"Metropoli" sono le sue firme straniere: immigrati di seconda
generazione, che scrivono nelle lingua del paese d'adozione. Il nuovo
settimanale si rivolge agli immigrati, certo. Ma non solo. Vuole aprire un
dialogo con gli italiani che lavorano con i migranti: partiti, movimenti,
sindacati, Chiesa, volontariato. E con chiunque è interessato al nuovo volto
multicolore della nostra società. Nasce "Metropoli", una voce per
l'Italia multietnica.
(