A.  M.  S.  I.

Associazione Medici di origine Straniera in Italia

 

                                                                                             EGREGIO             

                                                                MINISTRO DELLA SALUTE

                                                               ON.LE FRANCESCO STORACE

 

OGGETTO:  COLLABORAZIONE MINISTERO DELLA SALUTE ED  AMSI

 

visto l’attivita’ dell’AMSI in questi anni, a favore dell’inserimento dei medici ed operatori sanitari di origine straniera in Italia e per l’assistenza sanitaria ai cittadini di origine straniera, in collaborazione con tutte le istituzioni competenti :

Sono state già risolte le seguenti problematiche

1.l’iscrizione all’ordine dei medici

 2.l’accesso alla scuola di specializzazione

 3.inseriti numerosi soci nel mondo del lavoro

4. e’ stato tolto il limite di età per iscriversi nelle graduatorie di medicina specialistica per tutti i medici.

5.sono stati  organizzati  numerosi corsi d’aggiornamento annuali (6) e numerosi convegni e congressi scientifici e culturali

6. e’ stata istituita una commissione nazionale in collaborazione con la FNOMCeO di cui fanno parte il presidente AMSI e numerosi presidenti di vari ordini dei medici Italiani che affronta le problematiche dei medici di origine straniera in Italia.

7. l’AMSI ha stipulato delle convenzioni con le ASL RMF,RMB,RMG per l’assistenza sanitaria agli immigrati ,gli ambulatori AMSI per stranieri erogano circa trecento prestazioni mensili ,tutto questo svolto dai medici AMSI di varie  nazionalita’.

8.l’AMSI offre consulenze gratuite ai medici di origine straniera ogni mercoledì mattina presso l’ordine dei medici di Roma

 

 L’AMSI PROPONE

 A) per le problematiche irrisolte  dei  medici ed operatori sanitari di origine  straniera

1.      eliminare l’obbligo della cittadinanza per poter sostenere i concorsi pubblici e riservare una percentuale (dal 5 al 10%) dei posti per il corso triennale di medicina generale.

2.      l’operatore sanitario di origine straniera che ha lavorato in Italia regolarmente per 6 anni può sostenere concorsi pubblici; o può essere assunto subito con un contratto nei posti carenti e dove c’è la necessità della presenza dell’operatore sanitario di origine straniera dal punto di vista sanitario, linguistico e culturale.

3.      programmare l’ingresso degli operatori sanitari di origine straniera facendo prima un censimento accurato per individuare la quota carente (infermieri, fisioterapisti, alcune specializzazioni mediche) e una volta entrati in Italia aiutarli ad essere inseriti nel mondo del lavoro, accelerando la procedura del riconoscimento dei titoli esteri. Per questo proponiamo di intensificare la collaborazione con il dipartimento delle professioni  sanitarie del ministero della salute

4.      A titolo di sperimentazione, da estendere eventualmente a tutto il territorio, di  potere instaurare una collaborazione tra la questura di Roma e l’ordine dei Medici di Roma per il rinnovo dei permessi di soggiorno dei medici, visto l’alto numero dei medici di origine straniera presenti a Roma e provincia e vista  la disponibilità del presidente  dell’Ordine dei medici di Roma a tale sperimentazione.

5.      promuovere la cooperazione sanitario scientifica tra l’Italia ed i nostri  paesi di origine.

B) per l’assistenza sanitaria dei cittadini di origine straniera :

-di promuovere degli  studi ed iniziative per individuare le difficolta’ e le problematiche che incontrano i cittadini di origine straniera quando si rivolgono al SSN.

l’AMSI collabora da numerosi anni con l’istituto italianodi medicina sociale di Roma e la cattedra di medicina sociale dell’universita’ la Sapienza  ed aderisce al progetto comune che vogliamo sottoporre  alla Sua attenzione nel incontro odierno presso il Ministero della Salute.

 

 

Fiduciosi in  una  Sua risposta positiva, La ringraziamo per la grande disponibilita dimostrata nei confronti della nostra associazione  sperando che   continui  la  proficua collaborazione  .

 

16.06.2005                                                                                    IL CONSIGLIO DIRETTIVO