Repubblica.itL'espressoKataweb.itQuotidiani EspressoMiojobSei di 
ModaIl mio 
libroRADIO DEEJAYRadio Capitalm2oRepubblica TvDeeJay TvTrovacinemaCASA&DESIGNXL Repubblica

METROPOLI

Medico di famiglia? No, sei extracomunitario

Il bando di concorso esclude la sua partecipazione, potrebbe invece fare la specializzazione per cardiologo o nefrologo
Nosotras, uno spettacolo per il tesseramento
Non ha il permesso di soggiorno ma si è laureato a Firenze ed è qui da 7 anni
Le norme italiane sono più restrittive con gli stranieri. Eppure proprio nella medicina generale siamo in crisi di vocazione

di MICHELE BOCCI

Non può diventare medico di famiglia perché è extracomunitario. Il giovane, un albanese in Italia ormai da sette anni, non ha il permesso di soggiorno ma ha studiato e si è laureato in medicina a Firenze. "Eppure potrei partecipare ad un corso di specializzazione universitario per diventare cardiologo, medico internista, nefrologo. Non capisco come sui possibile. Da poco è stato pubblicato il bando di concorso per l'ammissione al corso triennale di formazione in medicina generale che esclude la partecipazione a extracomunitari".

Da lungo le associazioni di medici stranieri in Italia cercano di risolvere il problema. Visto che si tratta di un concorso ministeriale, e non universitario come quelli per la specializzazione, al tirocinio per medici di famiglia può partecipare solo chi ha preso la cittadinanza. "Ma io devo aspettare almeno tre anni per sperare di ottenerla. Ma nel frattempo non posso studiare. O trovo un lavoro in una struttura privata o sono bloccato. Non mi sembra giusto discriminare per la nazionalità di provenienza visto che insieme agli altri partecipanti al concorso abbiamo seguito lo stesso percorso di studio".

Il dottore Foad Aodi, palestinese è presidente dell'Associazione medici d'origine straniera in Italia, Amsi, che si batte contro quella che viene considerata una forma di discriminazione. "Senza la cittadinanza i medici extracomunitari non possono fare concorsi pubblici e questo ha impedito a molti di inserirsi veramente. Noi siamo per un'immigrazione qualificata, che è l'opposto di quella irregolare". Anche perché "se le iscrizioni annuali alle facoltà di Medicina continueranno a essere 6.200 l'anno, presto l'Italia avrà un gran bisogno di camici stranieri". Anche tra i medici di famiglia.

"Ai concorsi pubblici in tutta Europa si può accedere solo con la cittadinanza - spiega il presidente dell'Ordine dei medici di Firenze, Antonio Panti - In Italia per ottenerla obbiettivamente ci vuole di più di altri stati europei. C'è lo stesso problema anche con il permesso di soggiorno per motivi di studio. A noi capitano medici per cui questo documento scade, e sono costretti ad aspettare sei mesi per il rinnovo. Sono problemi di burocrazia".
Eppure di camici bianchi stranieri ci sarebbe bisogno. "Proprio nella medicina generale in questo periodo siamo in crisi di vocazione in tutto il paese - prosegue il dottor Panti - Quindi ben venga chi la vuole studiare, il quale ovviamente deve parlare bene la nostra lingua, cosa fondamentale in un lavoro come il nostro. Altrimenti rischiamo di finire come l'Inghilterra, che invita camici bianchi da tutto il mondo a lavorare nelle sue strutture. Ci vanno anche molti italiani".

(21 aprile 2010) © Riproduzione riservata

Nessun commento