A. M. S. I.

 

Associazione Medici di origine Straniera in Italia

 

 

 

               NEWSLETTER AMSI

 

Incontro – dibattito

SANITÀ E COOPERAZIONE INTERNAZIONALE

Sala Conferenze dell’OMCeO Roma, organizzato dall’A.M.S.I in collaborazione con la commissione affari esteri e medicina internazionale dell’Omceo di Roma e le varie organizzazioni, comunità ed associazioni operanti nel settore sanità.

 

INTERVENTI ALLA RIUNIONE AMSI DEL 14 luglio ’11

 

L’incontro si è svolto il 14-07-2011, alle ore 20 ed è stato moderato da alcuni membri del consiglio direttivo AMSI, il  Presidente dell’AMSI nonché consigliere dell’Ordine dei medici di Roma  prof. Aodi Foad, dai  dott. Sabri Hassan, Teofilo Katamba e Baleanu PetreMihai, membri fondatori AMSI.

 

In apertura è intervenuto, dando il saluto di benvenuto ai presenti, il presidente dell’OMCeO di Roma, Prof. Mario Falconi, che ha sottolineato come, in un momento così delicato per la classe medica dove si pratica sempre di più la medicina difensiva, ci sia bisogno di coesione e solidarietà tra tutti gli operatori sanitari davanti agli attacchi di alcuni  media e di alcuni esponenti politici che  distolgono l’attenzione della popolazione dalle vere problematiche gravi socio-economiche e focalizzare l’attenzione su fatti “di malasanità” sporadici ed ancora da accertare, creando uno stato di diffidenza crescente della popolazione nei confronto dei medici. Inoltre, in un contesto di trasformazione geopolitica del Nord Africa con ingresso veloce di immigrati e profughi, l’Italia e le sue strutture sanitarie sono messe a dura prova nell’affrontare tale emergenza e per questo e necessario unire le forze con i medici di paesi di origine nell’assicurare l’informazione e la giusta educazione sanitaria.

 

Dott. Francesco Rocco Pugliese, Direttore Dipartimento Emergenza ed Accettazione ASL Roma B,Direttore Pronto Soccorso e Medicina d’Urgenza, Ospedale S. Pertini – Roma ha presentato la relazione: Multi etnicità e cooperazione internazionale. In Pronto Soccorso la multi etnicità assume due aspetti fondamentali: multi etnicità degli operatori sanitari e multi etnicità dei pazienti. Per gli operatori sanitari di origine straniera il Pronto Soccorso può rappresentare la possibilità di aumentare la propria esperienza professionale e un sereno confronto con operatori di differente formazione professionale e socioculturale, con arricchimento umano e professionale per entrambi gli operatori. Inoltre può rappresentare, più facilmente che in altre aree, una maggiore possibilità di essere introdotti nel mondo lavorativo nel paese di arrivo. Per quanto riguarda i pazienti di origine straniera il Pronto Soccorso può rappresentare, talora, l’unico contatto sanitario, pertanto dovrebbe avere anche una funzione di censimento e di educazione sanitaria, per mantenere il patrimonio di salute del migrante, in quanto al suo arrivo è in genere giovane e quasi sicuramente sano. Non usufruendo di un sostegno sociosanitario adeguato può contrarre più facilmente patologie, in particolar modo quelle a più basso impatto epidemiologico nel paese di origine. Il Pronto Soccorso deve aumentare le sue capacità di mediazione culturale, per meglio comprendere il substrato socioculturale del migrante ed inoltre deve conoscere l’incidenza e la prevalenza delle patologie di origine. In conclusione è assolutamente necessario la formazione specifica e la mediazione culturale, ma è indispensabile la predisposizione degli operatori all’accoglienza empatica del cittadino di origine straniera.    La proposta conclusiva sarebbe quella di far partecipare i cittadini di origine straniera alle attività di Pronto Soccorso, sia per aumentare la propria preparazione professionale nel caso di operatori oppure come volontari, magari assicurando un ruolo di mediazione interculturale con i pazienti di origine straniera, nel caso di laici.

 

In seguito la parola è stata data al Direttore Sanitario dell’ AVIS ONLUS, Dott.ssa Laura  Forte insieme al presidente Avis comunale Roma Dr. Raniero Ranieri che hanno ribadito la necessità di diffondere la cultura della donazione del sangue attraverso tutti i mezzi, e nelle varie comunità straniere esistenti sul territorio, affinché venga risolta la questione della carenza di sangue e per intensificare la cultura della solidarietà. In quest’ottica l’AVIS insieme l’AMSI ha proposto la formazione professionale dei medici desiderosi sulle modalità pratiche di raccolta del sangue presso i centri AVIS.

 

Dott. Mariano Innocenzi, dirigente  medico  di    livello  presso  le  Sedi  INAIL  di  Roma  Nomentano,  Tivoli  e  Rieti, ha sottolineato la necessità di organizzare una formazione del lavoratore immigrato sul mondo del lavoro e sulla prevenzione degli infortuni in ambiente lavorativo, poiché il numero degli infortunati è in aumento. La percentuale più alta riguarda i lavoratori immigrati, cosa che rispecchia una carenza nell’informazione a riguardo, in parte dovuta alle difficoltà linguistiche, in parte alla scarsa attenzione ai reali pericoli che un certo tipo di lavoro possa produrre, se non si rispettano le norme. In questa direzione l’INAIL e l’AMSI continueranno la loro battaglia comune contro l’infortunio sul lavoro tra gli immigrati, iniziata già recentemente con il convegno sul tema tenutosi recentemente all’ospedale S. Pertini in collaborazione con il prof. Francesco Tomei, ordinario di medicina del Lavoro dell’Università La Sapienza di Roma.

 

INTERVENTO…INAIL

Lo studio del fenomeno infortunistico lavorativo in Italia ha evidenziato nel corso del 2010 una riduzione del numero degli eventi lesivi tutelati dall’INAIL ; analogamente una significativa riduzione hanno avuto gli infortuni mortali.

A fronte di  tali dati confortanti è stata riscontrato un progressivo incremento di infortuni in lavoratori stranieri con maggior ricorrenza di gravi politraumatismi e di decessi legati a cause lavorative. I fattori  che sono  alla  base  di  tali eventi sono da ricercare nella imperfetta conoscenza della lingua italiana, nella carente formazione specifica  in merito ai rischi lavorativi, nelle situazioni di irregolarità che spesso caratterizza queste attività lavorative.

L’INAIL  della   Regione  Lazio  ha  attuato  da  alcuni  anni  iniziative  tendenti  alla  sensibilizzazione del fenomeno mediante iniziative pubbliche,  divulgazione  di  conoscenze  di  carattere  preventivo  in  libretti  illustrativi  e  diffusione  di  materiale  illustrativo  su  supporti  informatici.

Nell’ambito  di  tali  iniziative  potrebbe  ritenersi  utile  realizzare  un  Gruppo  di  lavoro  presso  l’Ordine  dei  Medici  ed  Odontoiatri,  per  una  più  approfondita  analisi  e  conoscenza  del  fenomeno  con  riferimento  al  territorio  della  città  di  Roma  e  della  sua  provincia;  gruppo  di  lavoro  che  potrebbe  prevedere  contributi  e  partecipazioni  dei  medici  di  base,  delle  strutture  sanitarie  pubbliche  e  private,  delle  istituzioni  sanitarie,  delle università , degli  Enti  previdenziali,  delle  associazioni  rappresentative. In  tale contesto un  ruolo  fondamentale  potrebbe  avere l’apporto  dell’AMSI  che   potrebbe  rappresentare,  ai  fini  della  piena  integrazione  in  ambiente  lavorativo  dei  lavoratori  stranieri,  il  tramite  di  nuove  conoscenze  e  di  percorsi  formativi  per  comunità  di  cittadini  e  lavoratori  lontani  per  cultura  e  talora  costretti  ad  operare  in  ambienti  insalubri  ed  in  situazioni segnate  dalla  discriminazione.            

   

 

  

 Dott. Luigi de Salvia Segretario generale sezione italiana RELIGIONS FOR PEACE ,  Coordinatore associazione ASCOLTARE LE DIFFERENZE e   Membro del direttivo AMCI ;ha proposto la diffusione di un opuscolo con raccomandazioni su determinate problematiche etnico religiose anche correlate alla salute.

 

Sappiamo bene, per esperienza diretta, che è costante la necessità molto impegnativa di trasformare dinamiche di sfiducia e di conflittualità tra pazienti e medici, soprattutto in strutture con alta domanda quantitativa e qualitativa, in rapporti di fiducia e di "alleanza terapeutica".
Sappiamo bene anche che, quando si riesce a creare una relazione autentica e rispettosa verso i pazienti, si riduce molto la potenziale vendicatività nei nostri confronti, nella maggior parte dei casi ingiustificata. I rischi di incomprensione possono crescere quando abbiamo a che fare con pazienti che hanno un retroterra culturale significativamente diverso dal nostro: evenienza sempre più frequente questa, dato il numero crescente di immigrati, che sono comunque nostri concittadini "de facto" e, speriamo presto, seppure gradualmente, anche "de iure". Pertanto la loro accoglienza deve tener conto non solo delle difficoltà linguistiche, ma anche dei valori e dei simboli nei quali si concretizza la loro alta dignità di persone umane, ovvero il denominatore che ci accomuna.
 

Da questa e da altre considerazioni è nato il progetto di "Accoglienza delle specificità culturali e religiose nella Asl Roma E", che ha avuto, tra gli altri, il patrocinio del nostro "Ordine dei Medici di Roma" e dell'AMSI. Il "Laboratorio per l'accoglienza della Asl Roma E", che sta portando
avanti il progetto da circa un anno e mezzo, ha prodotto anche un opuscolo che raccoglie "Raccomandazioni per gli operatori sanitari da parte delle comunità religiose", che trovate in allegato; questo strumento, oltre a fornire un servizio informativo su comportamenti più adeguati verso i pazienti, che tengano conto dei loro patrimoni culturali diversi da quelli
a noi più familiari, possono stimolare gli operatori ad un ascolto più attento del paziente, considerato nella sua complessità e dignità che non è certo diminuita, ma è anzi esaltata nella condizione di fragilità e di precarietà. Trattare con umanità il nostro simile nella sua sofferenza, aggravata dallo "spaesamento", non solo è di sollievo reale per il paziente e perciò indice di efficacia gratificante per noi, ma ci libera dalla frustrazione della routine, che può trasformare in un incubo la pratica di questa bellissima professione alla quale abbiamo avuto il privilegio di essere chiamati e che ci innalza al livello di una "madre", anche quando siamo dei "semplici
maschi". 

 

Prof.ssa Rosanna Cerbo, ha invitato tutti a trovare un punto di incontro sulle problematiche che vertono sul binomio religione- medicina, sottolineando l’importanza del dialogo tra le comunità e ponendo attenzione alla tematica sottoposta dall’AMSI e relativa alla circoncisione , questa pratica viene qui effettuata a pagamento, costringendo molti a recarsi nei propri paesi d’origine per realizzarla.

 

Adelfia Franchi

“… Presente per metterci a conoscenza di un evento che si terrà sulle Mura Medicee di Grosseto (Bastione Garibaldi) il giorno 11 settembre 2011 in occasione dell'Anno Europeo del Volontariato. La giornata prevederà, unitamente ad altre iniziative, un Convegno alle ore 18.30 denominato "Volontariato Oggi ... 2011" sul tema della solidarietà; ci onorerebbe molto la  presenza  dell’AMSI in qualità di relatore come preziosa testimonianza.”


Dott. Ernesto Tomei, Primario radiologo presso la scuola di specializzazione di radiologia dell’Università La Sapienza, ha rilevato la necessita di uno studio ad ampia scala per stabilire l’età ossea in età pediatrica, con l’esame combinato RX-RMN in quanto l’aumento del numero di bambini di etnie diverse fa si che gli atlanti specifici non corrispondano più alla realtà odierna e la necessita di aggiornarli è diventata imperiosa.

 

Prof.ssa Ferraiuolo Ermelinda, Insegnante e Responsabile del Dipartimento Intercultura del 138° Circolo Didattico di Roma.

Dopo aver ascoltato le interessanti proposte dei medici presenti, chiedo che queste vengano pubblicizzate anche nelle scuole. La mia scuola, operante nel quartiere di Torre Angela, ha oltre il 35% di alunni di origine straniera, con una forte presenza di famiglie provenienti dalla Romania, dal Marocco, dal Bangladesh. È necessario sensibilizzare le famiglie e informarle sul tema della salute coinvolgendole a tutto tondo. Realizzare nella scuola seminari e incontri con le famiglie sul tema della salute, proponendo varie iniziative, è un’ ottima via di prevenzione nonché di educazione delle seconde generazioni alle quali è rivolta tutta la nostra attenzione.

 

Dott.ssa Ernesta Adele Marando, Giornalista e pediatra neonatologa  già dirigente all'ospedale San Camillo di Roma e giornalista. Insegnante  all'Università Cattolica di Tirana e volontaria nella cooperazione  internazionale da anni, ha sottolineato la necessita di organizzare una formazione professionale in neonatologia in collaborazione con i medici dell’AMSI.

 

Dott. Ahmed Mansur, coordinatore commissione  farmacisti AMSI, ha preso la parola illustrando il grande sforzo multietnico e multiculturale che oggi un farmacista deve svolgere dovendo fare da interprete delle prescrizioni del medico italiano verso il paziente straniero con difficoltà linguistica.

 

Dott. Ali Muhaya, chirurgo di origine libica, membro  del comitato organizzativo AMSI  nonché consigliere Co-mai, ha sottolineato da un lato il problema del precariato, del rinnovo di un contratto di lavoro per medici stranieri , e dall’altro lato il fatto che pur essendo da anni residenti permanenti in Italia, si vedono negata la possibilità di accedere ai concorsi pubblici in quanto non cittadini italiani.

 

Prof. Daniele Di Clemente Presidente AMM;

Esiste un diffuso interesse tra i medici circa le iniziative di cooperazione sanitaria internazionale che l'AMSI,in accordo di collaborazione strettoe costante con l'Ordine dei Medici di Roma ,sta poratndo avanti con successo e multiforme consenso.

L'Associazione Medici di Montesacro,insieme alla European Medical Service Onlus. condividono,e si uniiscono,attraverso la costante attività dell'AMM a tali iniziative al fine di stimolare e sostenere la più ampia cooperazione medica e paramedica verso le popolazioni che soffrono,sia italiane che straniere.

 

l'AMMI ,Associazione Moglie dei Medici Italiani ed 

il Presidente della ASMI Dr.Mario Bernardini hanno ribadito la loro disponibilita' per intensificare la collaborazione con l'amsi gia' avviata con convegni e congressi a favore dei ponti della conoscienza .

 

L’incontro –dibattito ha registrato numerosa partecipazioni di soci AMSI ,colleghi, studenti stranieri in medicina, fisioterapisti , infermieri, farmacisti  di origine straniera, a dimostrazione dell’interesse trasversale tra gli operatori del settore sanitario nel trovare un linguaggio comune e dare forma e voce comune alle problematiche esistenti.

 

In chiusura sono intervenuti:

 

Il Dott Katamba Teofilo, neurochirurgo, membro fondatore dell’AMSI, originario dall’Africa ribadendo la nobile missione che il medico riveste ovunque nel mondo e dove con la sua partecipazione e solidarietà verso i deboli si fa scudo e a volte spada per difendere il diritto alla salute. Ancora di più la necessità di tutela della salute è  imperiosa in regioni lontane, come quelle dell’Africa equatoriale e sub sahariana, nelle quali spera che l’AMSI insieme alle autorità Italiane e dei paesi interessati possa continuare a lavorare insieme per una salute migliore nel Mondo.

 

Il Dott. Sabri Hassan, nefrologo, responsabile del centro dialisi di villa Sandra, di origine yemenita, è intervenuto con commenti positivi sull’incontro odierno e ha sottolineato che la strada per la collaborazione tra l’Italia ed i paesi di origine  è stata aperta già un anno fa con la delegazione per lo Yemen dove lui stesso ha organizzato l’incontro, con esiti positivi.

 

Il Dott. Baleanu Petre Mihai, di origine romena, segretario generale dell’AMSI, ha ribadito la positività dell’incontro e la necessità di ulteriori incontri-dibattito monotematici come facciamo da anni  per definire insieme le strategie da adottare per il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

 

Il prof. Dott. Foad Aodi ha informato i partecipanti  dell’AMSI della volontà di creare la “Casa della Salute internazionale ”, proposta avanzata durante il Convegno Mediterraneo “Salute ai Migranti” tenutosi recentemente a Messina ed organizzato dallo sforzo comune dell’OMCeO di Messina, Regione Sicilia ed AMSI. La realizzazione di questo progetto aprirebbe delle nuove strade per il trattamento della salute degli stranieri presenti in Italia con l’aiuto di medici Italiani e di madrelingua abbattendo le barriere culturali, etniche e religiose e contribuendo alla buona immigrazione ed  integrazione. E ancora  per intensificare lo scambio socio-sanitario tra l’Italia ed i paesi di origine e l’aggiornamento professionale per i medici ed operatori sanitari sulle patologie più emergenti ed istituire campagne di prevenzione ed informative per non creare allarmismi inutili.

Aodi ha ringraziato tutti i colleghi ed associazioni che hanno inviato le loro proposte tramite e-mail ribadendo la propria disponibilità a collaborare e far crescere ancora di più il nostro ;

                                   

                                        Gruppo “Uniti per Unire” .

 

                                                                       

E poi ha chiuso la riunione leggendo la lettera di alcuni studenti stranieri inviata per sollevare la questione dell’esame di ammissione e l’ultimo decreto ministeriale del 15.06 che ha reso l’esame più difficile in quanto su 80 quiz 40 verteranno sulla cultura italiana e per superare l’esame occorre avere come punteggio minimo 20 punti … contando che il tutto è stato deciso a meno di tre mesi della data dello stesso esame.

 

LETTERA DI ALCUNI STUDENTI STRANIERI IN RIFERIMENTO AL D.M. 15 giugno 2011

 

Al prof. Foad Aodi, Presidente dell'Associazione Medici di origine straniera in Italia (A.M.S.I.)

 

Oggetto: test di ammissione alle università italiane nella facoltà di medicina

 

Noi siamo gli studenti  arabi 48, abbiamo presentato la  domanda  d’iscrizione alle università italiane per l’anno 2011/12 per le facoltà di medicina.

 

… viene pubblicato un decreto che esige la soglia minima di 20 punti nei test d’ammissione per immatricolarci nelle università italiane. Questa decisione porta a tutti noi una preoccupazione per quanto riguarda il nostro futuro.

L’esame di ammissione formato in 5 parti,  la maggior percentuale delle quali riguarda la parte della cultura italiana mentre il resto riguarda la conoscenza scientifica.

Noi appena iniziati parlare l’italiano che una lingua molto ricca e serve un lungo periodo per capace di controllarla, e sicuramente non sarà facile e sufficiente la nostra limitata conoscenza nella lingua italiana per  superare la soglia minima.

Il bando del ministero, del giorno 15 giugno scorso, è messo solo il 7 luglio di quest’anno nelle università italiane (solo due mesi prima dell’appello del test d’ammissione), in poche parole quando siamo andati a iscriverci alle università italiane, non sapevamo di questa decisione.

E com’è emesso dopo l’iscrizione alle università, sembra illogico, perché si suppone che sia tutte le leggi già emesse molto prima, per farci dare la decisione finale se possiamo iscriverci o no.

Siamo venuti in Italia con speranze e sogni, perché lo sappiamo che l’Italia è il paese della cultura per tutti i colori nel mondo non fa distinzione tra religione e nazionalità, e il nostro studio in Italia conferma che l’Italia, un paese che apre la porta non solo agli  italiani ma anche a chi vuole studiare.

Noi chiediamo a tutti i responsabili di darci una mano di cancellare o di trovare modo più giusto per quanto riguarda noi gli studenti extra comunitari.

 

Cordiali saluti

Studenti di Origine straniera con l'allegato delle loro firme.

 

 

 

 

L’evento si è concluso con il rinfresco offerto dall’AMSI.

Roma, 16-07-2011

 

Ufficio Stampa AMSI

 

RASSEGNA STAMPA INTERNAZIONALE

 

I medici AMSI fanno squadra per un vero inserimento professionale.

 

http://www.taleaweb.eu/index.php?option=com_content&view=article&id=213%3Aospite-della-settimana-11-luglio-17-luglio-2011&catid=8%3Aospite-della-settimana&Itemid=25

 

Lettera studenti stranieri al presidente Amsi  riportata da giornali internazionale ;

http://www.bokra.net/Articles/1139716/_طلاب_عرب_48_بعريضة_احتجاجية_للحكومة_الايطالية.html


http://www.panet.co.il/online/articles/106/107/S-430850,106,107.html

 

Lettera Amsi al Presidente del Consiglio dei Ministri per sollecitare soluzioni  riguardo il decreto del 15.07 riportata da giornali internazionale .


http://www.bokra.net/Articles/1138032/تعديلات_ايطاليا_على_القبول_للجامعات_تمس_بعرب_الـ_48.html

 

http://www.jaljulia.net/news.php?subaction=showfull&id=1309724439&archive=&start_from=&ucat=51&

 

 

 

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