Il Sole 24 Ore
Intervista di
Michela Dell’Amico al Dr.
Da
Nazareth a Roma come direttore sanitario
Quella avviata
dall’Italia è un’inversione di tendenza rispetto agli anni ’80: «il paese
attira oggi solo manovalanza»,
«Sono arrivato in Italia a 18 anni, ho studiato medicina a
Napoli e poi a Roma. All’epoca – tra gli anni ’70 e ’80 – con me c’erano molti
studenti stranieri: da Siria, Giordania, Libano, Grecia». Oggi, sostiene,
preferiscono la Germania o anche la Lituania per gli studi in fisioterapia e odontoiatria. Non
ci sono seri problemi di discriminazione, i principali
ostacoli all’ingresso di cervelli sono per Aodi
il numero chiuso all’ingresso delle Università, il costo della vita e
soprattutto freni legislativi e burocratici. «C'è un'accoglienza molto positiva, però i medici non vengono trattati ugualmente su
tutto il territorio italiano: a Roma la situazione è molto buona per
l’iscrizione all'Ordine ad esempio, ma più andiamo al Nord più la faccenda
peggiora e aumentano i pregiudizi. La legge non viene
applicata allo stesso modo dagli Ordini dei medici, le richieste per
l’iscrizione variano da regione a regione.
Il momento più difficile per la mia carriera è stato subito dopo la laurea: non
potevo iscrivermi all’Ordine, e dunque lavorare, perché non avevo